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Artista, fino in fondo al midollo dell'osso.. Sognavo una mansarda a Montmartre, il basco in testa, da vera Bohèmienne.. Una finestra che illuminava la mia tela dove i miei pensieri si posavano in amipie pennellate di colore.. Invece ho il desiderio prorompente di stabilirmi in UK, e chissà, magari un giorno nemmeno troppo lontano diventerò "devota" suddita di Sua Maestà la Regina d'Inghilterra!!
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venerdì 2 settembre 2011

DUE PESI, DUE MISURE

Ho appena letto che a Roma c'è stato un incidente mortale, vittima di un pirata della strada, un clochard.
L'uomo è stato soccorso da una dottoressa che passava di lì per caso mentre andava a lavoro, ma non ha potuto far nulla per salvare la vita alla vittima, ma solo constatarne la morte.
Due pesi, due misure.
Chi ha urtato volontariamente o involontariamente il senza tetto non si è posto il problema di aver ferito o forse ucciso una persona, in fondo un clochard che utilità ha? che senso ha la sua vita? Di certo non mancherà a nessuno.. Che siano stati questi i pensieri che hanno attraversato la mente di quel pazzo?
Che poi secondo me è anche sbagliato chiamarli pirati della strada.. Non sono pirati, perché per quanto mascalzoni, i pirati avevano un codice d'onore, ma chi va in strada, consapevole di non essere in condizioni di guidare o che per un accidentale o volontaria distrazione provaca un incidente con gravi o meno conseguenze e poi scappa, non ha nessun onore, anzi..
Capisco che quando succedono queste cose si possa essere presi dal panico, ma scappare non riporta indietro il tempo e soprattutto non cancella le puttanate che si son fatte, ma peggiora la posizione.
Dall'altra parte invece ci sono i medici, persone che votano la loro esistenza ad aiutare gli altri, prestano soccorso a chi si trova in difficoltà, o almeno così Ippocrate avrebbe voluto, e grazie a Dio ci sono ancora persone così, come questa dottoressa che, notato l'uomo in difficoltà si è fermata per cercare di prestare soccorso, ma senza risultato perché ormai non c'era più nulla da fare.
La vita è sacra, è un dono che si riceve una volta e che va onorata e rispettata.
Non ci sono persone di serie A e persone di serie B, non ci sono vite che valgon di più di altre, vite che meritano di essere salvate e altre che invece meritano di morire, tutti meritano di essere curati, tutti meritano di essere salvati.
Ci sono eventi che stressano la nostra capacità di sopportazione, la nostra tolleranza, ed ecco che pensieri razzisti si affacciano alla nostra mente, ed ecco che l'odio verso il prossimo sfocia in tutta la sua cattiveria e ferocia.
Non tolleriamo gli stranieri che vengono nel nostro paese in cerca di fortuna, li odiamo perché vengono tutelati più di quanto non ci sentiamo tutelati noi, vediamo solo i loro lati negativi, notiamo che ci passano davanti nelle graduatorie di assegnazione degli alloggi popolari, notiamo che ricevono aiuto e assistenza gratuita.. Ma nessuno si ferma a pensare alle loro storie e soprattutto nessuno si ricorda quando fra la fine dell'ottocento e la prima metà del novecento erano gli italiani a migrare all'estero, in Germania, in Francia, in Spagna o addirittura nelle Americhe per cercare fortuna e cercare di guadagnare qualcosa da mandare alla famiglia rimasta nel paese d'origine.
Queste cose chissà perché non affiorano alla mente..
Manca educazione, manca il rispetto, manca la tolleranza, manca la solidarietà.
Si ha la pretesa di guardare solo ed esclusivamente al proprio benessere, ignorando totalmente quello della collettività, una società tendenzialmente edonistica..
Come sempre le problematiche non ci tangono fino a quando non ne siamo toccati in prima persona, ed ecco che allora si sentono risa di scherno quando alla televisione si vedono bambini  di colore che passeggiano per le strade asfaltate senza le scarpe, si sente dire che tanto se fossero nel loro paese non le porterebbero lo stesso perché là sono abituati a correre dietro alle bestie scalzi..
Sono discorsi di una pochezza e di una ignoranza abissale, frutto di uno scarso livello intellettivo e di una scarsa conoscenza del reale stato dei luoghi.
Ma come si può pensare di appellarsi come società civile quando di civile non possediamo nemmeno un lontano retaggio?
Ciò a cui assistiamo quotidianamente non è civiltà, queste cose non accadevano nemmeno ai tempi dei primitivi, perché persino nell'età della pietra erano molto più etici di quanto non sia l'uomo del 21° secolo.
Comincio a credere che qualcosa deve cambiare, qualcosa deve venire a riportare un po' di equilibrio perché ora come ora la lancetta pende troppo da una parte e senza rendercene conto siamo sull'orlo di un baratro che con presunzione sfidiamo rischiando di caderci e rimanere nell'oblio per sempre...

giovedì 10 febbraio 2011

L'OMINO VENUTO DALLO SPAZIO


Un giorno un disco volante atterró vicino ad una grande città. Dal disco volante uscì un omino verde e gli abitanti, quando lo videro, fuggirono spaventati. Solo un bambino non fuggì. - Perchè sono fuggiti? - Domandó l'omino verde. - Perchè hanno avuto paura di te - rispose il bambino. Allora l'omino verde invitó il bambino a far visita al suo paese. Salirono sul disco volante, viaggiarono tra le stelle finché arrivarono vicino ad una città spaziale. Quando il bambino uscì dal disco volante tutti gli omino verdi scapparono impauriti. - Come sono sciocchi - disse il bambino terrestre. - Sono sciocchi come gli abitanti della tua città - disse l'omino. È sempre sciocco avere paura di chi è diverso da te.

martedì 7 dicembre 2010

COME FICHI


Ho notato che la cronaca dei telegiornali, dei quotidiani, e di tutti gli elementi di informazione, ha un unico colore..il nero.
Quotidianamente siamo bombardati di notizie brutte, omicidi, suicidi, crack economici, rivelazioni sconcertanti, minacce alla sicurezza.. E guarda caso, i protagonisti, spesso e volentieri, sono extracomunitari e comunitari che si arrecano danno vicendevolmente.. Sì, vicendevolmente.. Perché siamo tutti pronti a condannare il magrebino che ha compiuto violenza sull'italiano, ma siamo altrettanto pronti a condannare l'italiano che compie violenza sull'extracomunitario? Come per esempio quel ragazzo che ha dato un pugno all'infermiera romena alla stazione di Roma..
E' troppo facile lasciarsi andare all'intolleranza verso chi è nel nostro Paese, regolarmente o irregolarmente, lo etichettiamo automaticamente come delinquente, criminale, feccia, non ricordandoci o ignorando che non tutti sono delinquenti, criminali, feccia.. Ricordo ancora quel bambino magrebino che nel sud del nostro paese fu vittima, qualche anno fa, di un criminale nostrano, ricordo che fu rapito, e seviziato, poi ucciso e occultato.. Figlio di una famiglia nordafricana da 30 anni nel nostro Paese, lavoratori instancabili e ben voluti da tutti.. Il loro piccolino fu strappato al loro affetto da un ragazzo italiano, squilibrato, che abusò, e usò violenza sul bambino, uccidendolo e occultandone il cadavere.. Cosa dire di questo?
Solo che davanti alla violenza compiuta da esseri umani contro altri esseri umani, non ci dovrebbe essere distinzione di etnia, ma solo ferma condanna verso chi usa violenza, e richiesta a gran voce di giustizia.
La piccola Sara Scazzi non è forse stata vittima di coloro che avrebbero dovuto proteggerla? Un crimine feroce forse persino peggio di uno stesso crimine compiuto da mani esterne al nucleo familiare.. E l'ultimo in ordine di tempo, la scomparsa della piccola Yara, anche lei strappata all'affetto della sua famiglia in un freddo 26 novembre.. che coincidenza.. Il caso a volte gioca brutti scherzi..Hanno quasi lo stesso nome..Sara e Yara.. le differenzia solo l'iniziale.. L'età è vicina, 15 anni Sara, 13 anni Yara.. ed entrambe sono sparite il giorno 26, a tre mesi di distanza l'una dall'altra.. Io auspico che siano solo queste le coincidenze che le accomunano, e che almeno alla piccola Yara sia data l'opportunità di tornare ad abbracciare la sua mamma, il suo papà e i suo fratellini..
Siamo come fichi: bianchi.. neri.. ma dentro di noi scorre lo stesso sangue rosso..
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