L'acqua è un elemento con cui cominciamo a familiarizzare fin dai primi istanti della nostra vita: ci rimaniamo immersi per 9 mesi durante la gestazione materna, ci idratiamo con essa non appena veniamo al mondo.
Con l'acqua ci laviamo, con l'acqua alimentiamo le piante, con l'acqua alimentiamo anche noi stessi..
L'acqua ci dà la vita.
Ma quando succede che con la nostra vita non siamo capaci di rispettare ciò che ci circonda, ciò che ci circonda comincia a ribellarsi.
Da quando siamo apparsi su questo pianeta abbiamo iniziato piano piano a prendere il sopravvento su tutto ciò che ci trovavamo attorno, fin dagli albori della nostra comparsa. Negli anni il nostro intelletto si è sviluppato, e ci ha portato a sfruttare consapevolmente, ma spesso inconsapevolmente ciò che l'ambiente ci offriva. E mano a mano che progredivamo, sempre più diventavamo avidi e sempre più abbiamo cominciato a mancare di rispetto alla nostra Madre Terra.
Madre Terra però a un certo punto non c'è più stata a farsi sopraffare.
Solo che quando Madre Terra si ribella, lo fa, GIUSTAMENTE, con tutta la violanza che dispone: ed ecco terremoti che squarciano interi Paesi, ecco maremoti che ingoiano tutto ciò che trovano sul loro cammino, ecco tornado che fagogitano intere città, piogge monsoniche che inghiottono tutto, frane che investono ogni cosa, ed ecco che la natura ci mette davanti tutta la nostra fragilità di uomini, e noi impotenti subiamo quanto più di spietato appare ai nostri occhi.
In un attimo l'acqua, la donatrice di vita, così come ce l'ha data, così se la riprende, e noi impotenti assistiamo al nostro sfacelo.
La colpa è di tizio..no, no, la colpa è di caio..non, no, la colpa è di sempronio..
NO, LA COLPA E' DI TUTTO IL GENERE UMANO, che incapace di esser grato di quanto ricevuto in dono, accecato dall'avidità, dall'ingordigia, dall'avere sempre di più, dalla bramosia di ricchezza e lusso sfrenato, non guarda in faccia a niente e distrugge.
Così abbiamo distrutto con incuranza la barriera che ci proteggeva, l'ozono, permettendo alla nostra stella più bella, di prendere il sopravvento, scaldando il nostro pianeta e causando cambiamenti climatici disastrosi che piano piano ci stanno sterminando..
Se oggi piangiamo i nostri cari, i nostri amici, è solo colpa nostra, della nostra cupidigia, forse invece dic ontinuare a sbagliare puntando il dito contro il nostro vicino, dovremmo fare un esame di coscienza e vedere quanto del nostro ci abbiamo messo per arrivare fin qui, fino a tutto questo..
I lettori
Io sono
- Debora
- Artista, fino in fondo al midollo dell'osso.. Sognavo una mansarda a Montmartre, il basco in testa, da vera Bohèmienne.. Una finestra che illuminava la mia tela dove i miei pensieri si posavano in amipie pennellate di colore.. Invece ho il desiderio prorompente di stabilirmi in UK, e chissà, magari un giorno nemmeno troppo lontano diventerò "devota" suddita di Sua Maestà la Regina d'Inghilterra!!
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sabato 5 novembre 2011
venerdì 2 settembre 2011
DUE PESI, DUE MISURE
Ho appena letto che a Roma c'è stato un incidente mortale, vittima di un pirata della strada, un clochard.
L'uomo è stato soccorso da una dottoressa che passava di lì per caso mentre andava a lavoro, ma non ha potuto far nulla per salvare la vita alla vittima, ma solo constatarne la morte.
Due pesi, due misure.
Chi ha urtato volontariamente o involontariamente il senza tetto non si è posto il problema di aver ferito o forse ucciso una persona, in fondo un clochard che utilità ha? che senso ha la sua vita? Di certo non mancherà a nessuno.. Che siano stati questi i pensieri che hanno attraversato la mente di quel pazzo?
Che poi secondo me è anche sbagliato chiamarli pirati della strada.. Non sono pirati, perché per quanto mascalzoni, i pirati avevano un codice d'onore, ma chi va in strada, consapevole di non essere in condizioni di guidare o che per un accidentale o volontaria distrazione provaca un incidente con gravi o meno conseguenze e poi scappa, non ha nessun onore, anzi..
Capisco che quando succedono queste cose si possa essere presi dal panico, ma scappare non riporta indietro il tempo e soprattutto non cancella le puttanate che si son fatte, ma peggiora la posizione.
Dall'altra parte invece ci sono i medici, persone che votano la loro esistenza ad aiutare gli altri, prestano soccorso a chi si trova in difficoltà, o almeno così Ippocrate avrebbe voluto, e grazie a Dio ci sono ancora persone così, come questa dottoressa che, notato l'uomo in difficoltà si è fermata per cercare di prestare soccorso, ma senza risultato perché ormai non c'era più nulla da fare.
La vita è sacra, è un dono che si riceve una volta e che va onorata e rispettata.
Non ci sono persone di serie A e persone di serie B, non ci sono vite che valgon di più di altre, vite che meritano di essere salvate e altre che invece meritano di morire, tutti meritano di essere curati, tutti meritano di essere salvati.
Ci sono eventi che stressano la nostra capacità di sopportazione, la nostra tolleranza, ed ecco che pensieri razzisti si affacciano alla nostra mente, ed ecco che l'odio verso il prossimo sfocia in tutta la sua cattiveria e ferocia.
Non tolleriamo gli stranieri che vengono nel nostro paese in cerca di fortuna, li odiamo perché vengono tutelati più di quanto non ci sentiamo tutelati noi, vediamo solo i loro lati negativi, notiamo che ci passano davanti nelle graduatorie di assegnazione degli alloggi popolari, notiamo che ricevono aiuto e assistenza gratuita.. Ma nessuno si ferma a pensare alle loro storie e soprattutto nessuno si ricorda quando fra la fine dell'ottocento e la prima metà del novecento erano gli italiani a migrare all'estero, in Germania, in Francia, in Spagna o addirittura nelle Americhe per cercare fortuna e cercare di guadagnare qualcosa da mandare alla famiglia rimasta nel paese d'origine.
Queste cose chissà perché non affiorano alla mente..
Manca educazione, manca il rispetto, manca la tolleranza, manca la solidarietà.
Si ha la pretesa di guardare solo ed esclusivamente al proprio benessere, ignorando totalmente quello della collettività, una società tendenzialmente edonistica..
Come sempre le problematiche non ci tangono fino a quando non ne siamo toccati in prima persona, ed ecco che allora si sentono risa di scherno quando alla televisione si vedono bambini di colore che passeggiano per le strade asfaltate senza le scarpe, si sente dire che tanto se fossero nel loro paese non le porterebbero lo stesso perché là sono abituati a correre dietro alle bestie scalzi..
Sono discorsi di una pochezza e di una ignoranza abissale, frutto di uno scarso livello intellettivo e di una scarsa conoscenza del reale stato dei luoghi.
Ma come si può pensare di appellarsi come società civile quando di civile non possediamo nemmeno un lontano retaggio?
Ciò a cui assistiamo quotidianamente non è civiltà, queste cose non accadevano nemmeno ai tempi dei primitivi, perché persino nell'età della pietra erano molto più etici di quanto non sia l'uomo del 21° secolo.
Comincio a credere che qualcosa deve cambiare, qualcosa deve venire a riportare un po' di equilibrio perché ora come ora la lancetta pende troppo da una parte e senza rendercene conto siamo sull'orlo di un baratro che con presunzione sfidiamo rischiando di caderci e rimanere nell'oblio per sempre...
L'uomo è stato soccorso da una dottoressa che passava di lì per caso mentre andava a lavoro, ma non ha potuto far nulla per salvare la vita alla vittima, ma solo constatarne la morte.
Due pesi, due misure.
Chi ha urtato volontariamente o involontariamente il senza tetto non si è posto il problema di aver ferito o forse ucciso una persona, in fondo un clochard che utilità ha? che senso ha la sua vita? Di certo non mancherà a nessuno.. Che siano stati questi i pensieri che hanno attraversato la mente di quel pazzo?
Che poi secondo me è anche sbagliato chiamarli pirati della strada.. Non sono pirati, perché per quanto mascalzoni, i pirati avevano un codice d'onore, ma chi va in strada, consapevole di non essere in condizioni di guidare o che per un accidentale o volontaria distrazione provaca un incidente con gravi o meno conseguenze e poi scappa, non ha nessun onore, anzi..
Capisco che quando succedono queste cose si possa essere presi dal panico, ma scappare non riporta indietro il tempo e soprattutto non cancella le puttanate che si son fatte, ma peggiora la posizione.
Dall'altra parte invece ci sono i medici, persone che votano la loro esistenza ad aiutare gli altri, prestano soccorso a chi si trova in difficoltà, o almeno così Ippocrate avrebbe voluto, e grazie a Dio ci sono ancora persone così, come questa dottoressa che, notato l'uomo in difficoltà si è fermata per cercare di prestare soccorso, ma senza risultato perché ormai non c'era più nulla da fare.
La vita è sacra, è un dono che si riceve una volta e che va onorata e rispettata.
Non ci sono persone di serie A e persone di serie B, non ci sono vite che valgon di più di altre, vite che meritano di essere salvate e altre che invece meritano di morire, tutti meritano di essere curati, tutti meritano di essere salvati.
Ci sono eventi che stressano la nostra capacità di sopportazione, la nostra tolleranza, ed ecco che pensieri razzisti si affacciano alla nostra mente, ed ecco che l'odio verso il prossimo sfocia in tutta la sua cattiveria e ferocia.
Non tolleriamo gli stranieri che vengono nel nostro paese in cerca di fortuna, li odiamo perché vengono tutelati più di quanto non ci sentiamo tutelati noi, vediamo solo i loro lati negativi, notiamo che ci passano davanti nelle graduatorie di assegnazione degli alloggi popolari, notiamo che ricevono aiuto e assistenza gratuita.. Ma nessuno si ferma a pensare alle loro storie e soprattutto nessuno si ricorda quando fra la fine dell'ottocento e la prima metà del novecento erano gli italiani a migrare all'estero, in Germania, in Francia, in Spagna o addirittura nelle Americhe per cercare fortuna e cercare di guadagnare qualcosa da mandare alla famiglia rimasta nel paese d'origine.
Queste cose chissà perché non affiorano alla mente..
Manca educazione, manca il rispetto, manca la tolleranza, manca la solidarietà.
Si ha la pretesa di guardare solo ed esclusivamente al proprio benessere, ignorando totalmente quello della collettività, una società tendenzialmente edonistica..
Come sempre le problematiche non ci tangono fino a quando non ne siamo toccati in prima persona, ed ecco che allora si sentono risa di scherno quando alla televisione si vedono bambini di colore che passeggiano per le strade asfaltate senza le scarpe, si sente dire che tanto se fossero nel loro paese non le porterebbero lo stesso perché là sono abituati a correre dietro alle bestie scalzi..
Sono discorsi di una pochezza e di una ignoranza abissale, frutto di uno scarso livello intellettivo e di una scarsa conoscenza del reale stato dei luoghi.
Ma come si può pensare di appellarsi come società civile quando di civile non possediamo nemmeno un lontano retaggio?
Ciò a cui assistiamo quotidianamente non è civiltà, queste cose non accadevano nemmeno ai tempi dei primitivi, perché persino nell'età della pietra erano molto più etici di quanto non sia l'uomo del 21° secolo.
Comincio a credere che qualcosa deve cambiare, qualcosa deve venire a riportare un po' di equilibrio perché ora come ora la lancetta pende troppo da una parte e senza rendercene conto siamo sull'orlo di un baratro che con presunzione sfidiamo rischiando di caderci e rimanere nell'oblio per sempre...
mercoledì 15 giugno 2011
NO COMMENT... & KAMA ART & DESIGN
Correva l'anno 1995 quando iniziai le superiori a Pietrasanta, all'Istituto Don Lazzeri, per Geometri e Ragionieri.. Quell'anno conobbi Mirko Babboni, un ragazzo con un dono meraviglioso: con la matita materializzava ciò che la sua fantasia creava... Qualche anno dopo nella nostra classe giunse anche Alessio Mariani, a quel punto il connubio era fatto.. Alessio, come Mirko aveva anche lui il dono di saper disegnare come solo i veri artisti sanno fare..
A scuola si sa, ci si passa spesso i diari, per curiosare, o semplicemente perché serve una tavolozza dove immortalare l'estro che in quel momento balena nella mente.. E i miei diari sono cassaforti che conservano i primi schizzi di Mirko ed Alessio..
A luglio 2000 le nostre strade si separano, almeno la mia con quella di Mirko ed Alessio, che credo e spero abbiano continuato il loro sodalizio artistico perché c'era davverodel talento che doveva essere coltivato e doveva sfociare per forza in qualcosa di unico..
Ormai 2 anni fa mi sono affacciata al mondo blogger, ho scoperto questa piattaforma blogspot, e con essa tante persone che hanno fatto e fanno parte della mia vita, arricchendomi e facendomi conoscere interessi davvero svariati.. Nel vagare qua e là, un giorno, per caso, mi sono imbattuta in questo blog, di cui riporto la foto della home page qui sotto
Spulcia di qua, e spulcia di là..cosa scopro? NOOOOOOOOOOOO....Alessiooooooooooooo!!
Subito mi ficco fra i suoi lettori, e con immenso piacere scopro che il suo sogno di diventare un disegnatore, cartoonista e designer è diventato realtà... Ma la sorpresa più sorprendente l'ho avuta ieri quando bazzicando sempre sul blog di Alessio ho visto che aveva appena completato un'opera, perché di questo si tratta, in collaborazione indovinate con chi??? Ma con Mirko!!
E ho scoperto, sempre tramite Alessio, che anche Mirko ha un suo blog qua su blogspot:
Non posso nascondervi che sono felicissima di averli ritrovati, e soprattutto di sapere che la loro amicizia è sempre verde ed è diventata un sodalizio artistico.
Sono due ragazzi talentuosi e davvero bravi, due artisti che meritano di avere tutto il successo che la vita può e deve riservare loro..
Per chi è amante come me dell'arte, ma anche per chi sa apprezzare il vero talento, consiglio di andare a vedere le loro opere, Mirko lo trovate qui , Alessio lo trovate qui .
Se volete, poi, fatemi sapere cosa ne pensate, per me sono GENIALI!!!
Cogitato da
Debora
@
11:56
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lunedì 13 giugno 2011
HABEMUS QUORUM
Il quorum è stato raggiunto!!
Il referendum è STRAVALIDO!!!!
Ora bisogna solo fare la conta, e intanto si registra una forte scossa di terremoto che ha iniziato a far vacillare le poltroncine rosse.. Si registrano scene di panico da parte della maggioranza che no è più tale..
La rivoluzione è alle porte, mi auguro che in questi anni siano stati fatti dei corsi da surfisti, e che adesso si cavalchi quest'onda per riportare di nuovo il Paese sulla cresta dell'onda, ora spieghiamo le vele e col vento in poppa solchiamo di nuovo i mari e diamo lustro alla nostra bella Italia!!
(da un'idea geniale di Baol)
venerdì 25 marzo 2011
MAVAFFANCULOVA!?
"Abbiate sempre il coraggio di dire ciò che pensate"
DEDICATO A TUTTI QUELLI CHE OGGI MI HANNO FATTO GIRARE LOS COJONES..
venerdì 11 febbraio 2011
DELUSIONE
Oggi è un giorno palindromo. 11 02 2011 si può leggere esattamente al contrario 1102 20 1.
C'è chi dice che giorni come questo siano giorni sfortunati, c'è chi invece dice il contrario, c'è invece chi, come me, dice che giorni come questo, andrebbero semplicemente cancellati, ma non perché portino, bene, o portino male, ma perché sono giorni vuoti.
Si passa la nostra vita a creare contatti, legami, a volte solidi, il più delle volte fragili, e poi basta un colpo di cancellino per portar via il gesso dalla lavagna.
Forse è meglio non crearsi aspettative, ha ragione la mia amica Spes, almeno, senza aspettative, non ci sono nemmeno delusioni.
Ora basta parlare di amicizia, è ormai una parola sterile, e troppo se ne abusa, attribuendogli onori e disonori con troppa, ed estrema facilità.
Io non ho mai chiesto niente a nessuno, per cui non ho mai nemmeno preteso niente.
Ciò che do, non vuole essere per forza una pretesa a ricevere, io do a prescindere, e do, purtroppo, anche fiducia a chi invece non la merita.
EPURAZIONE, ecco cosa c'è bisogno, una sana EPURAZIONE.
Sono piuttosto stufa di sentirmi dire che sono buona, e facile da ferire, anche non volendo.
Sono piuttosto stufa di sentirmi dire che si attraversano momenti particolari, ma io, sicuramente capisco, salvo poi vedere che si intrallazza allegramente in altri lidi.
Signori, la festa è finita.
Io mi sono stancata, e chiudo a voi le mie porte, e le aprirò, di qui in avanti, solo a chi ha dimostrato fino ad oggi COERENZA.
Basta agli inquisitori della domenica,
Basta agli Ipocriti,
Basta ai perbenisti,
Basta ai falsi amici.
Vi siete divertiti fin troppo, spero siate stati bene, perché da oggi si cambia musica: qui c'è mio, e si fa come dico io, se vi sta bene, siete i benvenuti, altrimenti, RIZZITELLI ANDERSEN, quella è la porta, e non sbattetetela andando via.
C'è chi dice che giorni come questo siano giorni sfortunati, c'è chi invece dice il contrario, c'è invece chi, come me, dice che giorni come questo, andrebbero semplicemente cancellati, ma non perché portino, bene, o portino male, ma perché sono giorni vuoti.
Si passa la nostra vita a creare contatti, legami, a volte solidi, il più delle volte fragili, e poi basta un colpo di cancellino per portar via il gesso dalla lavagna.
Forse è meglio non crearsi aspettative, ha ragione la mia amica Spes, almeno, senza aspettative, non ci sono nemmeno delusioni.
Ora basta parlare di amicizia, è ormai una parola sterile, e troppo se ne abusa, attribuendogli onori e disonori con troppa, ed estrema facilità.
Io non ho mai chiesto niente a nessuno, per cui non ho mai nemmeno preteso niente.
Ciò che do, non vuole essere per forza una pretesa a ricevere, io do a prescindere, e do, purtroppo, anche fiducia a chi invece non la merita.
EPURAZIONE, ecco cosa c'è bisogno, una sana EPURAZIONE.
Sono piuttosto stufa di sentirmi dire che sono buona, e facile da ferire, anche non volendo.
Sono piuttosto stufa di sentirmi dire che si attraversano momenti particolari, ma io, sicuramente capisco, salvo poi vedere che si intrallazza allegramente in altri lidi.
Signori, la festa è finita.
Io mi sono stancata, e chiudo a voi le mie porte, e le aprirò, di qui in avanti, solo a chi ha dimostrato fino ad oggi COERENZA.
Basta agli inquisitori della domenica,
Basta agli Ipocriti,
Basta ai perbenisti,
Basta ai falsi amici.
Vi siete divertiti fin troppo, spero siate stati bene, perché da oggi si cambia musica: qui c'è mio, e si fa come dico io, se vi sta bene, siete i benvenuti, altrimenti, RIZZITELLI ANDERSEN, quella è la porta, e non sbattetetela andando via.
sabato 20 novembre 2010
GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DEI BAMBINI...
Ignorantemente ammetto che ho scoperto per caso che oggi ricorresse la giornata mondiale dei diritti dei bambini.. E' già un po' che medito sui bambini, perché ultimamente vengono sbattuti troppo spesso in prima pagina sui telegiornali e sui quotidiani.. Già vittime di violenze e violazioni, private e familiari, subiscono ulteriormente violenza mediatica. L'ultima, in ordine di tempo, è la vicenda di Sarah Scazzi, una bambina, poco più che quindicenne, vittima prima di tutto del tradimento da parte di chi l'avrebbe dovuta proteggere e tutelare, e vittima di un processo mediatico che andrà avanti fin quando il circo dell'audience non avrà finito il suo corso.In questi casi, nessuno pensa ai bambini, e ai loro diritti.
Perché ciò che sta accadendo è un ulteriore violenza a Sarah, a ciò che era e al suo ricordo, alla sua memoria.
Trovo assurdo tutto ciò che le stanno facendo, e non comprendo come si possa pensare di organizzare viaggi in pellegrinaggio alla zona della tragedia.. pura macabra curiosità, o voglia spasmodica di apparire in televisione e magari rilasciare qualche dichiarazione capace di far cadere le braccia anche alla persona più stupida?
Ma io mi chiedo, ma se la stessa tragedia avesse toccato la signora Maria che arriva da Mirabella Imbaccari (tanto per citare un paesino qualsiasi), come si sentirebbe ad essere al centro di un vortice di tragedia misto a processi mediatici volti solo a fare picchi d'ascolto e a cui della verità vera non frega niente? Non credo apprezzerebbe niente di tutto ciò che sta accadendo ad Avetrana.
Ma in fondo si sa, che fin quando il dolore e il sapore della tragedia non ci colpisce direttamente, non si sa cosa si prova veramente, e forse sta proprio in questo, l'accanimento su certe vicende di cronaca nera.
In fondo tutto è un grande fratello, tutto stimola la curiosità morbosa di sapere..sapere i fatti degli altri, senza fermarsi a pensare alle vittime di questi fatti.
In fondo credo che a pochi interessi la verità e la giustizia per queste infanzie violate, a pochi interessa che venga fatta giustizia per chi non c'è più e che da un punto dell'universo guarda chi è rimasto e si chiede perché..
Perché Sarah, i piccoli vittime di genitori tossici o depressi, il piccolo Samuele, il piccolo Tommaso..e tutti gli altri che hanno "colorato" le cronache degli ultimi anni, sono tutti seduti davanti a uno schermo, che ci guardano e si domandano cose hanno mai fatto per meritare tutto questo.
Noi che rimaniamo, siamo solo spettatori di quanto la crudeltà umana non abbia davvero confine, e umanamente (?) ci chiediamo come mai quell'entità superiore, comunque uno la concepisca, non alzi un dito..
Perché che ci piaccia o no, ci ha lasciati liberi di scegliere, ci ha lasciato il libero arbitrio, sta a noi indirizzarci verso questa o quella scelta, se vivere secondo legge o vivere fuori dalla legge.
Di tutto questo rimane un'unica cosa: la verità vera la sa solo chi non la può più dire, e qualunque cosa emerga da parte di chi rimane, rimarrà sempre a mezza bocca e creerà comunque fazioni di colpevolisti e innocentisti, senza mai raggiungere un'unanimità giusta.
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