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Artista, fino in fondo al midollo dell'osso.. Sognavo una mansarda a Montmartre, il basco in testa, da vera Bohèmienne.. Una finestra che illuminava la mia tela dove i miei pensieri si posavano in amipie pennellate di colore.. Invece ho il desiderio prorompente di stabilirmi in UK, e chissà, magari un giorno nemmeno troppo lontano diventerò "devota" suddita di Sua Maestà la Regina d'Inghilterra!!
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sabato 27 ottobre 2012

venerdì 28 settembre 2012

MI TROVERAI

"Lui sa che l'uomo nero
è il pifferaio magico,
è la strega malvagia,
è il serpente incantatore
che prima ti affascina e poi
ti stritola le ossa e ti divora.
L'uomo nero è quello che prima t'incanta,
poi ti prende e ti porta con sé,
poi ti sporca e infine ti uccide.
E ti lascia, freddo e solo
tra i rifiuti e le mosche"

Bordano (Ud), 6 maggio 1976 inizia la storia di Andrea D'Altan che presto si intreccerà con quella di Carlo Gaumont, due ragazzi che a breve sosterranno l'esame di maturità, ma prima ancora saranno protagonisti di una storia, quasi reale, ricca di suspance e attimi al cardiopalma.. Andrea e Carlo, due ragazzi come tanti, ma con ombre del passato che presto torneranno prepotentemente a fare i conti con loro...

Un romanzo ben scritto, dal ritmo incalzante fin dalle prime righe il lettore si trova incollato alle pagine, e le righe scorrono sotto gli occhi, una dopo l'altra, si alternano luoghi, personaggi, richiami al passato, con una naturalezza che ci accompagna voracemente lungo tutto il romanzo, e poi arriva il colpo di scena da vero maestro..

Un noir meraviglioso, il più bello che io abbia mai letto in vita mia, un libro appassionato e appassionante scritto da un carissimo amico a cui va tutta la mia stima e il mio sostegno.

Il libro si intitola "MI TROVERAI" lui è Milo Martinelli, casa editrice Eclissi, linea I Dingo: 12€ ben spesi!!

Se volete deliziarvi con gli altri suoi racconti, lo trovate nella mia blog roll laterale, il suo blog è "Le storie di Milo", e una volta saliti a bordo, non vorrete più scendere...

venerdì 14 settembre 2012

AUTUNNO

Son sincera, alle soglie della metà del mese di settembre, quando l'aria comincia a cambiare, e il suo frizzantino ti fa svegliare sotto ad un morbido lenzuolo di cotone, il cielo è meno umido e quindi di un azzurro intenso, il sole scalda quasi solo verso mezzogiorno, illuminando la sabbia del suo giallo dorato, la voglia dell'autunno prende il posto di quella dell'estate.
I colori cambiano, giorno dopo giorno, il verde delle foglie degli alberi muta, prendono posto i gialli e i marroni, e gli aceri canadesi sovrastano tutto col loto rosso intenso che fa gioire la vista..
La campagna Toscana ci regala degli spettacoli inimmaginabili, i rotoloni di fieno regnano ormai incontrastati, e i casali di pietra svettano attorniati dagli alti cipressi e il sogno diviene realtà...
Ma autunno è anche tempo di cambiamenti, anche personali, e di nuovo si fa conto con la realtà, che ci aspetta poco dopo lo splendido scenario prima descritto.
Dono tornata da poco dalle ferie estive, quando sono entrata in Viareggio, ho detto a mio marito: "chissà cosa è cambiato in questi 15 giorni d'assenza, chissà se troviamo tutto al proprio posto..."
E invece purtroppo qualcosa è cambiato... Ci sono saracinesche chiuse, storiche attività che hanno cessato d'essere, persone che ci hanno lasciati, e un po' di desolazione s'è fatta ancora avanti...
Un po' dispiace, anzi, forse dispiace molto, perchè se si analizzano le motivazioni, le cause e i perchè, ci si rende conto che molte cose potevano andare diversamente, ma purtroppo non è stato così...
E poi ti guardi allo specchio, e ti rendi conto della fragilità umana...
Re Elrond conosce bene la debolezza degli uomini, è insita in loro, ma sa anche quanto essi bramino il potere, ed è proprio questa bramosia di potere che ci ha portati allo stato attuale delle cose...
Si sta, come d'autunno, sugli alberi, le foglie...

martedì 11 settembre 2012

PER NON DIMENTICARE

Tiepido e incostante cultore degli dei, mentre,

tronfio di una folle dottrina, vado errando,

a voltare le vele sono costretto

e a riprendere la rotta abbandonata,

perché dio padre, che sempre fende

le nubi col fuoco dei lampi, ora nel cielo sereno

ha lanciato in volo col cocchio i cavalli tonanti,

e tremano il massiccio della terra,

i fiumi che scorrono, lo Stige,

l’orribile e odiato antro di Tènaro,

il confine di Atlante.

La divinità può mutare l’infimo in sommo,

avvilire chi è al vertice,

mettendo in luce ciò che è oscuro;

e la fortuna con acuto stridore

a forza strappa all’uno la tiara,

all’altro la dona.

- Orazio -
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