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Artista, fino in fondo al midollo dell'osso.. Sognavo una mansarda a Montmartre, il basco in testa, da vera Bohèmienne.. Una finestra che illuminava la mia tela dove i miei pensieri si posavano in amipie pennellate di colore.. Invece ho il desiderio prorompente di stabilirmi in UK, e chissà, magari un giorno nemmeno troppo lontano diventerò "devota" suddita di Sua Maestà la Regina d'Inghilterra!!

mercoledì 23 maggio 2012

20 ANNI DOPO...

Sono passati 20 anni da quel 23 maggio 1992, ma il ricordo di quel giorno rimane indelebile nella mia mente.
Ricordo che era una giornata di sole, era caldo, e il pomeriggio eravamo usciti, io e mio fratello con mia mamma a fare delle commissioni.
Papà aveva lo studio poco distante da casa, non rincasava mai prima delle 20, il lavoro era tanto e gli faceva fare sempre tardi.
Quel giorno successe una cosa strana, nel tardo pomeriggio quando rincasammo dal giro, appena varcata la soglia di casa, si sentivano delle voci concitate, era la televisone, papà stranamente era rincasato molto rima del solito.
Siamo andati verso il salotto, e mamma chiese a papà cosa fosse successo: alla televisione c'erano delle immagini di una strada squarciata, moltissime macerie, macchine dilaniate e sommerse dai detriti, molta gente affollava il posto, molti erano in divisa, carabinieri, poliziotti, molte forze dell'ordine. Guardo il mio papà, aveva le guance rigate dalle lacrime: "Hanno ucciso Falcone, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, un attentato, una bomba sull'autostrada, all'altezza di Capaci".
Sentii il sangue raggelarmi nelle vene.
Mio papà è siciliano. Mio papà è un avvocato. Mio papà fin da piccoli ci ha educati e ci ha insegnato che quello splendido territorio dove noi andiamo una, due volte l'anno a passare le vacanze, è un territorio segnato dalla Mafia, ci ha insegnato che la Mafia è una cosa cattiva, che corrode, e si espande silenziosamente facendo marcire ogni cosa, deteriorando le fondamenta della legalità, del rispetto e dello sviluppo.
Papà ci ha insegnato che bisogna reagire a questa Mafia, che ci sono persone che nonostante tutto, lottano per sconfiggerla e riportare la legalità a valore principe della vita delle persone.
Falcone era una di queste persone che aveva dedicato la sua vita alla lotta alla Mafia, ma era stato lasciato solo, e la Mafia aveva vinto, la Mafia lo aveva messo a tacere per sempre.
Quel giorno qualcosa era cambiato, il sole non era più così splendente, la temperatura non era più molto calda, la spensieratezza non era più palpabile come qualche ora prima: la tristezza si stava impossessando di me, il mio papà, un uomo forte, che non si faceva scalfire da nulla, aveva le guance rigate dalle lacrime, qualcosa di grave lo aveva ferito profondamente. La sua terra, ma con essa tutto il nostro Stato, si era macchiato del sangue di uomini che lottavano per la legalità dello Stato stesso. Vittime della Mafia, di un cancro che si espande e mina la stabilità del Paese, mina la legalità, mina i valori fondamentali della giustizia.
Ma Falcone non fu il primo, a morire per questo Paese che lo ha lasciato solo, che lascia soli chi lotta per cambiare lo stato delle cose, e purtroppo non fu nemmeno l'ultimo.
"Credo che Cosa Nostra sia coinvolta in tutti gli avvenimenti importanti della vita siciliana, a cominciare dallo sbarco alleato in Sicilia durante la seconda guerra mondiale e dalla nomina di sindaci mafiosi dopo la Liberazione. Non pretendo di avventurarmi in analisi politiche, ma non mi si vorrà far credere che alcuni gruppi politici non siano alleati a Cosa Nostra - per un'evidente convergenza di interessi - nel tentativo di condizionare la nostra democrazia, ancora immatura, eliminando personaggi scomodi per entrambi.
Parlando di mafia con uomini politici siciliani, mi sono più volte meravigliato della loro ignoranza in materia. Alcuni forse erano in malafede, ma in ogni caso nessuno aveva ben chiaro che certe dichiarazioni apparentemente innocue, certi comportamenti, che nel resto d'Italia fanno parte del gioco politico normale, in Sicilia acquistano una valenza specifica. Niente è ritenuto innocente in Sicilia, né far visita al direttore di una banca per chiedere un prestito perfettamente legittimo, né un alterco fra deputati né un contrasto ideologico all'interno di un partito. Accade quindi che alcuni politici in un certo momento si trovino isolati nel loro stesso contesto. E allora diventano vulnerabili e si trasformano inconsapevolmente in vittime potenziali.  Al di là delle specifiche cause della loro eliminazione, credo sia incontestabile che Mattarella, Reina, La Torre [tutti uccisi dalla mafia] erano rimasti isolati a causa delle battaglie politiche in cui erano impegnati.
Il condizionamento dell'ambiente siciliano, l'atmosfera globale, hanno grande rilevanza nei delitti politici: certe dichiarazioni, certi comportamenti, valgono a individuare la futura vittima senza che la stessa se ne renda nemmeno conto."
- Giovanni Falcone -
Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno.
In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.

- Giovanni Falcone -

4 commenti:

Nicole ha detto...

Si è così...quel giorno fu terribile,mi sembrò di aver perso una persona cara e anche la speranza.
Cosa è cambiato però? Poco e niente...a parte la nostra libertà di poter mettere in rete i nostri ricordi e la nostra rabbia.
Spero con tutto il cuore di sbagliarmi e che il loro sacrificio prima o poi non risulterà invano.
Ciao Deb

Sig.na Silvietta ha detto...

Me lo ricordo quel giorno.. ero relativamente piccola e relativamente informata sui fatti.. sapevo che era qualcosa di grosso e di drammatico quello che era accaduto ma non credo ne capissi realmente la portata... ricordo il silenzio dei miei genitori , la rabbia e il dolore di quella giornata... e la rivivo ogni volta che sento parlare di mafia, ogni volta provo lo stesso dolore, la stessa rabbia nel vedere un uomo che ha dedicato la sua vita alla giustizia fermato in modo così vigliacco... la giustizia... una virtù così fuori moda nel nostro paese.. mi piace credere che non siano morti per niente, ma più passa il tempo , più diventa difficile crederlo...
Ciao Giovanni... grazie per quello che hai fatto al nostro paese...

Maraptica ha detto...

Lo ricordo anche io quel giorno, avevo solo 11 anni ma capii subito la gravità della cosa. Oggi come ogni anno ricordiamo chi, come dicono i cartelloni, non muore mai...

Boh ha detto...

Abbastanza grande per ricordare.... ed altrettanto smemorato da scordare le immaggini, la giornata, le voci...
Le sensazioni mi son rimaste ed oggi come allora ricordo rabbia e impotenza. Credo poco (da sempre) nella figuara dello stato-giustizia, credo molto nel potere del popolo (cavolo... sembra quasi un discorso di sinistra.. o_0 )e di conseguenza ho sempre più l'impressione che stiamo dormendo... o che viviamo ognuno nel nostro mondo delle favole ...

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